Con il Gruppo PD in Regione crescono i giovani imprenditori e le nuove aziende del Friuli Venezia Giulia

Il motore dell’economia sono le piccole imprese: la Regione finanzia i progetti dei giovani che vogliono creare un’azienda

In Italia chi crea nuove imprese è più giovane e più istruito degli imprenditori già attivi. Tra i nuovi imprenditori, hanno meno di 35 anni:

  • il 27,1% dei titolari di aziende con dipendenti
  • il 38,4% dei lavoratori in proprio*

Le aziende di piccola e media dimensione sono la spina dorsale dell’economia europea:

  • rappresentano il 99,8% di tutte le imprese attive
  • producono il 55% della ricchezza
  • danno lavoro a 75 milioni di persone**

In Friuli Venezia Giulia sono attive 64.024 imprese:

  • 61.863 con meno di 10 addetti
  • 1.923 hanno tra 10 e 49 addetti
  • 2.972 sono i lavoratori impegnati nel settore ricerca e sviluppo***

Uno dei problemi maggiori per gli imprenditori è accedere ai finanziamenti (Europa e PMI). La difficoltà cresce quando l’azienda è stata creata da poco e l’imprenditore è giovane. Per questa ragione, il Gruppo consiliare PD e la Giunta di centrosinistra del Friuli Venezia Giulia sono al fianco dei giovani che vogliono fare impresa con programmi che assegnano contributi a fondo perduto per i loro progetti. Eccoli:

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2,5 milioni di euro a chi ha meno di 36 anni per iniziare un’attività

La Regione finanzia progetti per le giovani attività d’impresa del territorio. Il sostegno economico è concesso attraverso Unioncamere a:

  • imprenditorin che non hanno compiuto 36 anni
  • società composte da soci che in maggioranza non hanno compiuto 36 anni
  • titolari di aziende iscritte in Camera di commercio da meno di 36 mesi

Il contributo (in conto capitale) serve a coprire le spese per:

Le spese finanziate devono essere funzionali all’esercizio dell’attività d’impresa, cioè relative a:

  • Spese per investimenti - Acquisto o locazione finanziaria
    • Impianti specifici
    • Macchinari, strumenti ed attrezzature
    • Arredi
    • Beni immateriali (es. Software)
    • Hardware
    • Automezzi
    • Sistemi di sicurezza
    • Materiali e servizi promozionali (per un importo massimo di 10.000 euro)
  • Spese per la costituzione
    • Notarili
    • Adempimenti di legge
    • Business plan (per un importo massimo di 10.000 euro)
  • Spese di primo impianto
    • Adeguamento o ristrutturazione dei locali per l’esercizio dell'attività d'impresa (per un importo massimo di 40.000 euro)
    • Realizzazione o ampliamento del sito internet (per un importo massimo di 5.000 euro)
    • Locazione dei locali (per un importo massimo di 15.000 euro) Avvio dell'attività di franchising (per un importo massimo di 25.000 euro)

L’importo massimo copre il 50% dei costi ammessi dalla misura e l’ammontare varia in base al tipo di impresa:

  • per le imprese individuali: da 2.500 a 20.000 euro
  • per le società con almeno tre soci: da 5.000 a 40.000 euro

Per ottenere il finanziamento è necessario partecipare ai bandi regionali e presentare il proprio progetto d’impresa. Questi i risultati raggiunti dal programma per l’imprenditoria giovanile con i primi due bandi:

Bando Stanziamento domande concessioni
2013 500.000 euro 245 46
2015 2 milioni di euro 204 140

Imprenderò: dalla Regione 5 milioni di euro per i giovani che vogliono investire nelle proprie idee o mettersi in proprio

Imprenderò è nato per fare emergere le idee imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia e favorire il passaggio di consegne tra le vecchie e le nuove generazioni nelle imprese.

La Regione aiuta i giovani imprenditori con percorsi di formazione e contributi a fondo perduto. Il Governo di centrosinistra ha destinato al programma Imprenderò 5 milioni di euro per aiutare economicamente:

  • la creazione di nuove imprese
  • i ragazzi che vogliono lavorare in proprio
  • il passaggio dell’azienda tra generazioni

Grazie a Imprenderò la Regione assegna finanziamenti a fondo perduto per le spese di:

Spesa ammessa Importo contributo
Costituzione dell’impresa (costi notarili e contabili) fino a 2.000 euro
Consulenze specialistiche di avvio attività fino a 2.000 euro
Consolidamento e primo impianto Ristrutturazioni e adeguamento locali progettazione e direzione lavori e collaudo Fino al 15% del costo affrontato
Realizzazione sito web Fino a 5.000 euro
Affitto locali dell’impresa Fino a 12.000 euro
Acquisto o locazione di beni necessari all’attività (impianti specifici, arredi, macchinari, hardware e software, acquisizione brevetti, veicoli) ?
Attività di promozione Fino al 15% dell’importo ammesso
Organizzazione di eventi Fino al 15% dell’importo ammesso

I contributi possono coprire il 75% della spesa fino all’importo di 100.000 euro.

Il finanziamento può raggiungere anche i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Il progetto Imprenderò dà sostegno ai giovani imprenditori anche con attività di formazione e servizi di consulenza individuali. In questo modo, le idee si consolidano e le aziende crescono. Ecco le attività formative svolte dal programma:

Seminari Corsi Consulenze
75 48 individuali
da 8 ore da 40 e 80 ore 10.000 ore

Con il PD in Regione, 2 milioni di euro per le piccole e piccolissime imprese

Il programma di finanziamenti per il microcredito è stato sostenuto con forza dal Governo regionale di centrosinistra e dal Gruppo consiliare PD. In questa legislatura i fondi per finanziare le piccolissime imprese sono cresciuti. Possono accedere al sostegno:

  • le imprese di nuova creazione
  • le aziende già esistenti
  • i giovani imprenditori
  • le donne che fanno impresa

Il microcredito è una risposta efficace alle difficoltà economiche delle aziende e una misura apprezzata in fase di avviamento dell’attività.

Anno Domande Contributi Stanziamento
2013 254 46 436.000 euro Fondi esauriti
2015 257 125 1.900.000 euro Fondi esauriti

Il Friuli Venezia Giulia riparte con l’innovazione: creati 1.100 posti di lavoro in 3 anni

L’Italia è il Paese con più imprese d’Europa, per lo più di piccole dimensioni (Camera di Commercio di Milano)**** ma gran parte delle aziende di nuova creazione svolge attività tradizionali poco resistenti sul mercato. Le attività tecnologicamente avanzate, invece, sono le più competitive e durature (demografia d’impresa/ISTAT)*****.

Oggi gli imprenditori che lavorano in settori ad alta tecnologia rappresentano in Italia:

  • il 42,7% dei lavoratori in proprio
  • il 18,7% dei titolari di aziende con dipendenti (ISTAT)*

Il lavoro e l’innovazione in Friuli Venezia Giulia sono cresciuti. Merito del PD e della Giunta di centrosinistra in Regione, che hanno sostenuto le piccole e medie imprese che puntano su attività tecnologiche e innovative.

In 3 anni, il piano Rilancimpresa del Governo regionale ha prodotto evidenti risultati:

  • 80 milioni di euro assegnati
  • 1.100 nuovi posti di lavoro
  • 1.700 progetti di innovazione e ricerca finanziati

Rilancimpresa ha creato un effetto moltiplicatore degli investimenti: il valore economico del programma sull’economia regionale è di 250 milioni di euro.

Più di 3 volte la cifra investita.

Rilancimpresa 2016 Attività finanziate Fondi: 9.000.000 euro
Cluster per lo sviluppo attività di rete 200.000 euro
Supporto manageriale PMI 900.000 euro
Coworking e Fab-lab 550.000 euro
Nuove cooperative di lavoratori delle imprese in crisi 500.000 euro
Infrastrutture consorzi industriali 3.000.000 euro
Imprese area industriale crisi complessa di Trieste 680.000 euro
Progetto pilota APEA (area produttiva ecologicamente attrezzata) 200.000 euro

Grazie ai fondi di Rilancimpresa sono numerose le microimprese regionali diventate più competitive. Significativo è anche il numero dei microimprenditori che hanno unito le forze per avere accesso ai finanziamenti. Le piccolissime attività rappresentano:

  • il 43% delle domande presentate
  • mentre i 2/3 dei progetti sono stati presentati da più imprenditori insieme per uno stesso obiettivo (aggregazioni di rete)

Pacchetto Giovani: un programma di aiuti per i nuovi imprenditori agricoli

L’Italia è il Paese dell’Unione Europea con più giovani impegnati in agricoltura (Coldiretti).

  • Le imprese agricole giovanili sono 57.000 e rappresentano il 6,6% di tutte le aziende attive.
  • In media le aziende condotte da under 35 hanno un fatturato più alto del 75% e danno lavoro al 50% di persone in più.******
  • Il numero dei giovani imprenditori in agricoltura è cresciuto del 9% nei primi sei mesi del 2017 (rapporto AgriOsserva).*******

Da anello debole dell’economia italiana, l’agricoltura è diventata motore di sviluppo e di occupazione. Il centrosinistra in Regione ha il merito di aver aiutato i giovani agricoltori con programmi di sviluppo specifici. Grazie alle politiche sostenute dal Gruppo PD, in agricoltura si sta realizzando ricambio generazionale che è una delle ragioni di crescita del settore.

Il Pacchetto giovani (compreso nella Programmazione 2014-2020) assegna alle nuove generazioni di agricoltori:

  • un premio per l’inizio della nuova attività
  • un finanziamento a fondo perduto per gli investimenti (ammodernamento delle strutture, diversificazione delle attività, risparmio idrico)
  • un servizio di formazione e consulenza imprenditoriale 

Chi può chiedere le misure del Pacchetto giovani

Il sostegno finanziario e i percorsi formativi del programma regionale sono destinati a giovani:

  • tra i 18 e i 41 anni
  • che svolgono attività agricola
  • che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola da titolari
  • in possesso di competenze e qualifiche professionali
  • che presentano un piano aziendale

L’azienda agricola nella quale il giovane comincia la sua attività deve:

  • essere iscritta al registro delle imprese della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura
  • essere piccola impresa o microimpresa
  • non essere un’impresa in difficoltà
  • non essere destinataria di un ordine di recupero pendente (a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara gli aiuti illegittimi ed incompatibili con il mercato interno)
  • avere una dimensione economica, minima e massima in base alla localizzazione prevalente della superficie agricola utilizzata (SAU).

Primato italiano: in Friuli Venezia Giulia +172% di terreni convertiti al biologico

Il primato del Friuli Venezia Giulia nelle produzioni biologiche tra le regioni italiane è riassunto dai dati (report SINAB 2017):

  • 900 aziende convertite al biologico
  • 13.900 ettari coltivati
  • +172,2% di superficie destinata al metodo bio********

Un risultato cercato dal centrosinistra in Regione e sostenuto dal Gruppo consiliare PD che con il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 hanno aumentato i premi da assegnare alle colture biologiche. Gli importi sono cresciuti anche del 250%.

I prodotti biologici sono sempre più richiesti dai consumatori e rappresentano una fonte di reddito maggiore per chi lavora nel settore:

  • negli ultimi due anni il mercato del bio è cresciuto del 20%.

La Regione ha stanziato nel 2017 più di 25 milioni di euro per fare fronte alle richieste di finanziamento degli agricoltori che vogliono convertire al metodo biologico i terreni aziendali.

Dal riconoscimento delle etichette DOC “Friuli” al Marchio ACQUA: la Regione promuove la qualità dei prodotti e del lavoro agricolo

Investire nel lavoro dei giovani agricoltori significa valorizzare le produzioni del territorio sul mercato. Il Gruppo consiliare PD e la Giunta regionale di centrosinistra hanno promosso e difeso la qualità dei prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia.

Il vino è il prodotto del “made in Italy” più riconosciuto e apprezzato nel mondo (ISTAT):

  • l’Italia è il secondo Paese UE per fatturato vitivinicolo: 6,6 miliardi di euro all’anno.
  • il divario con la Francia (9,9 miliardi di euro) è dato dal livello dei prezzi di vendita dei vini francesi
  • l’etichetta DOC rappresenta il 71,2% dell’export italiano*********

Dall’etichetta DOC dipende il volume di affari delle aziende e il valore del prodotto sul mercato. Per questa ragione il Gruppo consiliare del Partito Democratico e il Governo regionale di centrosinistra hanno lavorato al riconoscimento della DOC “Friuli” arrivata nel luglio del 2016, dopo 40 anni di attesa. Gli obiettivi che la Regione intende raggiungere sono due:

  • portare la produzione DOC a 10 milioni di bottiglie
  • creare un Consorzio unico delle DOC per la tutela dei vini “Friuli” o “Friuli Venezia Giulia”

Il consumatore è sempre più attento alla qualità e alla provenienza dei prodotti. Cresce quindi l’importanza di difendere le produzioni con marchi di garanzia. A questo scopo la Regione ha istituito il marchio AQUA (Agricoltura, Qualità, Ambiente riconosciuto dalla UE) rappresenta al meglio la qualità regionale. I disciplinari approvati sono 8:

  • Trota e salmerino
  • Mela
  • Carne suina
  • Latte crudo vaccino e derivati
  • Patata
  • Vongole veraci e cozze
  • Asparago bianco
  • Miele

Tutti i disciplinari rispondono agli stessi requisiti di qualità:

  • tracciabilità totale della filiera
  • ridotto raggio di sviluppo della filiera (90 km)
  • elevati standard igienico-sanitari
  • alto livello del benessere animale
  • pratiche agronomiche che riducono l’impiego di fitofarmaci/fertilizzanti
  • rispetto della naturale vocazione colturale dei terreni

RIFERIMENTI

*(ISTAT)
**(Europa e PMI)
***(Regione in cifre 2017)
****(Camera di Commercio Milano)
*****(demografia d’impresa/Istat)
******(Coldiretti)
*******(rapporto AgriOsserva)
********(report SINAB 2017)
*********(ISTAT)

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