L’impegno del PD in Regione per il diritto all’educazione e alla conciliazione tra lavoro e famiglia.

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Più fondi e contributi più alti per frenare il calo di iscrizioni ai nidi. In campo 5 milioni di euro per abbattere le rette dei servizi per l’infanzia

Come funziona il servizio

Il Gruppo consiliare PD e la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia hanno lavorato per abbattere le rette di:

  • nidi
  • servizi educativi domiciliari
  • spazi gioco
  • centri per bambini e genitori
  • servizi sperimentali

Grazie alle rette a prezzi agevolati, i genitori possono conciliare le esigenze familiari con il lavoro. Un sostegno soprattutto per le madri, che non sono costrette a rinunciare alla propria occupazione e possono così contribuire al reddito del nucleo familiare. I servizi educativi sono un aiuto concreto per tutti i genitori che vivono e lavorano lontano dai nonni.

Nel 2016 le famiglie che hanno richiesto il servizio sono state 3.201. La Regione ha incrementato negli anni i fondi stanziati, aumentando anche l’importo del contributo.

Il bonus è attivo per le iscrizioni a servizi comunali o convenzionati.

Chi può chiedere il contributo per la retta

L’aiuto economico spetta a tutte le famiglie che hanno:

  • un ISEE entro 30.000 euro
  • almeno un genitore che risiede in Friuli Venezia Giulia o che lavora da 1 anno in regione
  • iscritto il bambino a un servizio educativo del registro regionale

Per ottenere il contributo è necessaria la frequenza minima di 30 ore al mese. Frequenze inferiori alle 30 ore mensili sono ammesse per le famiglie con ISEE entro i 10.000 euro.

A quanto ammontano gli importi mensili

Per venire incontro alle esigenze di bilancio delle famiglie, è stata adottata una nuova formula per corrispondere il sussidio. Dal 2015, i genitori non devono più chiedere il rimborso ma versano una retta già ridotta già dal primo mese di iscrizione.

L’ammontare del taglio alle rette dipende:

  • dal tipo di servizio
  • dalla fascia ISEE del nucleo familiare

Ecco gli importi del contributo e le fasce di reddito ammesse:

Nidi, servizi domiciliari e sperimentali assimilabili Centri bambini e genitori, spazi gioco e servizi sperimentali Frequenza meno di 30 ore al mese
Fascia ISEE Tempo pieno Tempo parziale
10.000 euro 266 113 113 35
Da 10.000,01 a 15.000 euro 182 91 91 No
Da 15.000,01 a 20.000 euro 158 79 79 No
Da 20.000,01 a 30.000 euro 114 57 57 No

Il bonus asilo nido si somma ad altri benefici

Il contributo regionale si somma ad altri aiuti che riducono alle famiglie il costo dei servizi educativi per l’infanzia:

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Qualche informazione in più

Gli asili nido italiani hanno più posti a disposizione che bambini iscritti. Tra il 2008 e il 2015, il numero dei posti vacanti nelle scuole per l’infanzia è cresciuto del 50%.
Oggi rappresenta il 16% di quelli disponibili (dati MIUR)*.
Il calo di iscrizioni riguarda gli asili pubblici e le strutture convenzionate.

L’incremento dei posti vacanti è dovuto a:

  • mancate iscrizioni
  • rinunce
  • dimissioni
  • morosità*

La causa principale è la difficoltà delle famiglie di pagare le rette e la capacità ricettiva degli asili, a causa delle mancate iscrizioni, è destinata perciò a subire una flessione.*

A pagare il prezzo di questa situazione sono i bambini che non possono accedere ai progetti educativi della scuola per l’infanzia.

Insomma, se le rette sono care, gli asili si svuotano. Per questo motivo, il Governo regionale di centrosinistra ha deciso di aumentare i fondi per le famiglie del Friuli Venezia Giulia

RIFERIMENTI

*(MIUR)

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